Colori-amo?

Il colore è un elemento fondamentale per dare immediata vita ad un ambiente, ma prima di sceglierlo, guidati dalla fretta, è importante soffermarsi su ciò che si desidera. Nel precedente articolo (che trovi qui) ho scritto della differenza tra il parlare di un colore e il pensarlo.Amare un colore non vuol dire che quello è giusto indistintamente per ogni ambiente che vivremo. Io, ad esempio, amo il color porpora, ma ho scelto di inserirlo a piccole dosi nel mio salotto e nella camera da letto attraverso cuscini, tendaggi, quadri, vasi. 20160811_173042-copia

Prima di decidere bisogna fare chiarezza. Per farlo provate a immaginare di sentire l’atmosfera, l’odore, la qualità della luce, la notte. Scrutate con sguardo affettuoso la casa per come vorreste viverla. È giusto porsi prima delle domande. Che funzione ha la stanza da dipingere? Desidero ingrandire o contenere lo spazio? Che cosa desidero vedere la mattina quando apro gli occhi? Mi piace la luce o preferisco un ambiente ovattato? Queste e molte altre sono le domande alle quali è importante dare una risposta perchè si delineerà senza sforzo un’immagine chiara di cosa ci fa stare bene.

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“Questo non è il colore che ho scelto”

“Questo non è il colore che ho scelto!”,  “Mi immaginavo un altro risultato”, oppure “Io volevo un’altra cosa”, o ancora “Ho sbagliato”. Mi è capitato spesso di raccogliere queste e altre osservazioni con chi si è cimentato autonomamente nella scelta di uno o più colori per la dipintura degli ambienti. Scelto un colore non è così scontato il risultato. Parlare e pensare dei colori è difficile. È un passaggio complesso perchè ciascuno con gli occhi della mente, li vede a modo proprio.

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Non è possibile affidarsi alla percezione di una tinta attraverso il quadratino di un campionario colori, perchè su un’intera parete l’effetto risulta differente. È necessario fare più prove campioni sul muro piuttosto che sperare di aver individuato la tonalità desiderata al primo barattolo. E poi c’è il discorso di quale tinta scegliere, e qui si apre un mondo. Entrare in un colorificio e perdersi nelle migliaia di tinte proposte. Desiderare una camera di colore verde non è sufficiente come indicazione per chi vi deve fornire il prodotto. Bisogna prima maturare un’idea precisa e trovare il modo di comunicarla. Un buon modo è fare una ricerca fotografica, oggi internet permette di accedere ad un’infinità di immagini tra cui poter scegliere. È necessario comprendere che ambiente si desidera creare, qual è la funzione della stanza, che complementi d’arredo inserire, che orientamento ha l’ambiente rispetto la luce naturale.  “I colori sono radiazioni, energie che operano su di noi positivamente o negativamente, pur se non ne abbiamo coscienza” (J. Itten “Arte del colore”). Per questo è importante non affidarsi al caso, ma fare lo sforzo di compiere più prove per ottenere un risultato con il quale poter convivere lungo tempo con soddisfazione, perché vivere in un ambiente colorato  fa bene all’umore.

Carta Bianca…anche se di bianco non è rimasto nulla

Ho chiesto carta bianca per questa stanza davvero minuta e poco illuminata. Fondamentale era creare spazio, e la rappresentazione di una scena esterna mi è sembrata la miglior soluzione. Sono entrata lasciandomi guidare dalla voglia di giocare con gli spazi e i colori. Il risultato è una stanza fresca che con la sua semplicità e pulizia dei paesaggi riesce a regalare un senso di serenità.

Trompe l'oeil

Vari interventi a finto marmo

Nell’arte dell’imitazione dei materiali, di grande importanza è la riproduzione del marmo. Le varie tecniche hanno origine da un attento studio dal vero delle migliori forme, venature, marezzature dei marmi già ampiamente utilizzati in decorazione. In origine si usò l'”inganno” per ragioni economiche, successivamente per una maggiore libertà di invenzione. Nell’Ottocento alcuni artigiani di alto livello portarono l’imitazione del marmo a valori artistici e tecnici difficilmente superabili. Nel corso del Novecento, con l’affermarsi della civiltà industriale, e con il cambiamento del gusto e delle esigenze, la riproduzione del marmo si è fatta sempre meno raffinata e di qualità inferiore rispetto ai capolavori della tradizione ottocentesca.

 

Battiscopa in verde antico

 

Ingresso

 

 

Un bagno un po’ insolito

L’interior design che ha ideato questo bagno ha chiesto che il marmo giallo, scelto per il piano del lavandino e il rivestimento delle pareti, venisse riproposto anche nella vaschetta in acciaio, sotto il mobile in legno, nelle cornici delle porte e in una parte di cornice del soffitto. La cosa curiosa è che la vaschetta in acciaio (che doveva essere provvisoria, in attesa che il marmista montasse la vasca definitiva) dopo dodici anni è ancora ancorata alla superficie.  Un bagno un po' insolito

Un rifacimento Liberty

“Ho visto un disegno in un soffitto che mi piace molto” mi disse il cliente. Mi diede l’indirizzo di un palazzo dei primi ‘900 e andai a vedere. Mi ritrovai a guardare il pianerottolo di una scala. Le proporzioni erano decisamente differenti dalla stanza che mi veniva chiesto di decorare. Con “qualche” modifica ho riadattato la decorazione alla camera.

Soffitto Liberty

“Sala del Ridotto” Teatro comunale “G.Verdi” di Trieste

Entrai in questa imponente sala per la prima volta nel novembre del 2002. Le prime immagini mostrano quali erano le condizioni. Un’ atmosfera polverosissima in un luogo che aveva vissuto grandi fasti, ma che il tempo aveva dimenticato. Inizialmente mi venne affidata la sola ridecorazione a finto marmo di tutte le colonne e lesene  di legno. Poi si aggiunsero tutte le decorazioni pittoriche alle pareti che riproducono quelle risalenti all’ultimo intervento del 1929, e che purtroppo erano di difficile recupero. In solitaria ho lavorato colonna per colonna senza trascurare nessun dettaglio. Ammetto che a distanza di anni ancora mi emoziona rivedere questa sala perchè è stata una sfida non indifferente che ha ridonata alla città una sede prestigiosa. E’ stata inaugurata nel settembre 2004. Nel 2012  G.Tornatore ha girato alcune scene dell’asta nel film “La migliore offerta”.