“Questo non è il colore che ho scelto”

“Questo non è il colore che ho scelto!”,  “Mi immaginavo un altro risultato”, oppure “Io volevo un’altra cosa”, o ancora “Ho sbagliato”. Mi è capitato spesso di raccogliere queste e altre osservazioni con chi si è cimentato autonomamente nella scelta di uno o più colori per la dipintura degli ambienti. Scelto un colore non è così scontato il risultato. Parlare e pensare dei colori è difficile. È un passaggio complesso perchè ciascuno con gli occhi della mente, li vede a modo proprio.

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Non è possibile affidarsi alla percezione di una tinta attraverso il quadratino di un campionario colori, perchè su un’intera parete l’effetto risulta differente. È necessario fare più prove campioni sul muro piuttosto che sperare di aver individuato la tonalità desiderata al primo barattolo. E poi c’è il discorso di quale tinta scegliere, e qui si apre un mondo. Entrare in un colorificio e perdersi nelle migliaia di tinte proposte. Desiderare una camera di colore verde non è sufficiente come indicazione per chi vi deve fornire il prodotto. Bisogna prima maturare un’idea precisa e trovare il modo di comunicarla. Un buon modo è fare una ricerca fotografica, oggi internet permette di accedere ad un’infinità di immagini tra cui poter scegliere. È necessario comprendere che ambiente si desidera creare, qual è la funzione della stanza, che complementi d’arredo inserire, che orientamento ha l’ambiente rispetto la luce naturale.  “I colori sono radiazioni, energie che operano su di noi positivamente o negativamente, pur se non ne abbiamo coscienza” (J. Itten “Arte del colore”). Per questo è importante non affidarsi al caso, ma fare lo sforzo di compiere più prove per ottenere un risultato con il quale poter convivere lungo tempo con soddisfazione, perché vivere in un ambiente colorato  fa bene all’umore.

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Carta Bianca…anche se di bianco non è rimasto nulla

Ho chiesto carta bianca per questa stanza davvero minuta e poco illuminata. Fondamentale era creare spazio, e la rappresentazione di una scena esterna mi è sembrata la miglior soluzione. Sono entrata lasciandomi guidare dalla voglia di giocare con gli spazi e i colori. Il risultato è una stanza fresca che con la sua semplicità e pulizia dei paesaggi riesce a regalare un senso di serenità.

Trompe l'oeil

Un rifacimento Liberty

“Ho visto un disegno in un soffitto che mi piace molto” mi disse il cliente. Mi diede l’indirizzo di un palazzo dei primi ‘900 e andai a vedere. Mi ritrovai a guardare il pianerottolo di una scala. Le proporzioni erano decisamente differenti dalla stanza che mi veniva chiesto di decorare. Con “qualche” modifica ho riadattato la decorazione alla camera.

Soffitto Liberty

“Sala del Ridotto” Teatro comunale “G.Verdi” di Trieste

Entrai in questa imponente sala per la prima volta nel novembre del 2002. Le prime immagini mostrano quali erano le condizioni. Un’ atmosfera polverosissima in un luogo che aveva vissuto grandi fasti, ma che il tempo aveva dimenticato. Inizialmente mi venne affidata la sola ridecorazione a finto marmo di tutte le colonne e lesene  di legno. Poi si aggiunsero tutte le decorazioni pittoriche alle pareti che riproducono quelle risalenti all’ultimo intervento del 1929, e che purtroppo erano di difficile recupero. In solitaria ho lavorato colonna per colonna senza trascurare nessun dettaglio. Ammetto che a distanza di anni ancora mi emoziona rivedere questa sala perchè è stata una sfida non indifferente che ha ridonata alla città una sede prestigiosa. E’ stata inaugurata nel settembre 2004. Nel 2012  G.Tornatore ha girato alcune scene dell’asta nel film “La migliore offerta”.

 

Il bozzetto preliminare

Uno studio preliminare, per un lavoro su commissione, è necessario affinchè il cliente possa intuire la proposta che si intende realizzare. In questo modo è più semplice evitare incomprensioni e ottenere la sua fiducia. L’autore deve sempre tenere in considerazione il fatto che un’idea deve essere compresa da chi ne sarà il beneficiario e quindi saperne accettare anche le critiche per arrivare a una soluzione che soddisfi entrambi. Il bozzetto può diventare una sorta di “casa in scatola” in miniatura che permette di percepire le dimensioni e le proporzioni degli spazi.

 

Il cielo in un bagno

Un piccolo bagno ad uso esclusivo degli ospiti  della casa. Il desiderio del committente era di offrire qualcosa di inaspettato malgrado lo spazio minimo e il preesistente rivestimento di piastrelle e il mobile scuro del lavandino di gusto decisamente rustico. È stato sufficiente scegliere delle tinte avorio che ben si abbinano al colore azzurro malva del cielo e al viola chiaro della piccola greca che fa da cornice al soffitto. Una fascia perimetrale modanata e una tappezzeria dipinta a fascioni hanno donato subito un tono elegante a tutto l’insieme.

Uno studio con inganno…

Uno studio dove si è giocato ampiamente con l’inganno pittorico. Battiscopa di legno dipinti in Verde antico, cornicione perimetrale e cornici delle casse porte in Giallo di Siena. La greca è una grisaille che prende corpo con l’uso di semplici luci e ombre. Il risultato è un ambiente lussuoso e avvolgente.

 

Travestire una scala

Una scala un po’ bruttina, sacrificata ma di gran passaggio per accedere agli spazi dedicati ai bambini della casa. Qui dovevo fare contenti grandi e piccoli. L’unico modo per dare luce a un ambiente completamente senza finestre è stato ricreare un esterno, giocando però di fantasia, con i drappeggi, la natura e tutto quello che in qualche modo richiamava passioni e ricordi della famiglia. C’è anche il cane di casa che corre nel giardino con la palla. Incredibilmente la scala si è vestita di luce e vita propria.

 

 

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Un soffitto d’altri tempi

Il desiderio del committente era quello di avere un soffitto che sembrasse originale con l’abitazione stessa. Doveva dare l’impressione di essere sempre stato lì. La mia proposta fu quella di riadattare e rielaborare il disegno di un affresco, già esistente nello stesso palazzo, alle proporzioni della stanza. Fondamentale era riuscire a riprodurre la stessa gamma cromatica. Il risultato ottenuto è stato tale che ogni volta sono costretta a spiegare che non si tratta di un restauro, ma di un’opera originale. L’unica parte restaurata ed integrata al dipinto è la cornice perimetrale che ho voluto assolutamente mantenere, perchè unico elemento decorativo rimasto da precedeti ristrutturazioni.

Interamente realizato con pittura lavabile su un fondo di malta fina. 

Un damasco in parete

In questo ampio salone ho riprodotto sulle pareti il disegno del damasco scelto per i due divani.      L’intonaco è stato preparato con malta fine per ottenere un effetto grezzo e dare al colore rosso una disomogeneità che ricordi l’affresco. Ho utilizzato pitture lavabili.

L’intero ambiente ha acquisito un’atmosfera antica, davvero di altri tempi (purtroppo  recepibile in minima parte da queste vecchie foto). Questo anche grazie alle antiche porte, recuperate da Palazzo Grassi a Venezia dopo il restauro del museo.